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In natura la sostanza organica prodotta e non più “utile” alla vita
(foglie secche, feci, spoglie di animali, ecc.) è
decomposta dai microrganismi e dagli insetti presenti nel
terreno che la restituiscono al ciclo naturale. Dalla
sostanza organica in decomposizione si liberano acqua,
anidride carbonica, sali minerali e il prodotto finale di
trasformazione è detto humus. L’humus è una riserva di
nutrimento per le piante, per la sua capacità di liberare
lentamente, ma costantemente gli elementi nutritivi (azoto,
fosforo, potassio, zolfo e microelementi) assicurando la
fertilità nel tempo del suolo. Con il compostaggio
domestico si vuole riprodurre e accelerare questo processo
al fine di ottenere “compost”, ossia un ammendante, cioè
una sostanza che migliora le caratteristiche fisiche,
chimiche e biologiche del terreno.
I
N D I C E
- Convenienza del Compostaggio
-
Processo e Matrici
- Impiego
A cura di
Robertino Perfetti
Antonio Ortenzi
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Convenienza
del Compostaggio
Dati statistici nazionali
affermano che il 30-32% dei rifiuti prodotti sul
suolo nazionale sono di natura organica (scarti di
cucina e del giardino); reimmettere quindi questa
quota rilevante di rifiuti nel ciclo biologico è
utile sotto diversi aspetti: conviene
all’ambiente, meno inquinato da discariche ed
inceneritori, e conviene al terreno che riceverà
tale fertilizzante.
In sostanza, il compostaggio domestico è utile ed
ha più senso applicarlo laddove le infrastrutture
per la raccolta differenziata e il trattamento
centralizzato della frazione organica dei rifiuti
solidi urbani non sono presenti; ovvero laddove le
utenze sono distanti e poco concentrate, come di
solito avviene nei centri abitati montani e nelle
utenze isolate di campagna.
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Processo
e Matrici |
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Scegliere bene i materiali da compostare.
Possiamo utilizzare tutti gli
scarti biodegradabili, ossia aggredibili dagli
insetti detritivori e da microbi e batteri; non sono
invece utilizzabili i rifiuti di origine sintetica o
contaminati da sostanze non naturali ed inquinanti:
quindi si agli avanzi di cucina (bucce, fondi di the
e caffè, ecc.) e agli scarti del giardino (residui
di potatura opportunamente trinciati, sfalci
d’erba, foglie secche, ecc.), ma anche ad altri
materiali biodegradabili quali carta (non patinata),
cartone, segatura e trucioli provenienti da legno
non trattato. E’ invece importante non introdurre
nel cumulo di compostaggio elementi inquinanti come
pile, recipienti di solventi o altre sostanze
nocive: il pericolo maggiore è che le trasmettano
al giardino o all’orto in cui sono impiegate e di
conseguenza anche a quello che ci cresce sopra e che
mangiamo! |
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Dove? Come?
Il luogo adatto in cui apprestare
un cumulo o una struttura apposita (composter) per
il compostaggio dei propri rifiuti organici, sarà
un angolo del giardino o dell’orto. E’ importante miscelare le
varie matrici di partenza, ossia i rifiuti più
secchi (in genere quelli provenienti dal giardino) e
quelli più umidi e ricchi di azoto (gli scarti di
cucina nella fattispecie), per avere una omogenea
distribuzione spaziale ed un equilibrato rapporto
quantitativo: l’ideale è 1/1. In questo modo si
forniscono ai microbi, i veri attori del processo
digestivo, tutti gli elementi essenziali al loro
metabolismo (ossia nutrienti, ossigeno e acqua) in
modo equilibrato. |

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Umidità e Ossigeno.
Approfondiamo il discorso umidità:
se risulta in eccesso, si innescano processi Anaerobiotici
con la produzione di odori sgradevoli; in caso
contrario i microbi non possono svilupparsi e si ha
un conseguente arresto del processo di compostaggio. |
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Ma come possiamo renderci conto
empiricamente del giusto grado di umidità del
nostro materiale? Semplicemente stringendone un
campione nel pugno: si vedranno alcuno gocce di
liquido trasudare e questo è un sintomo che la
percentuale di umidità è al livello ottimale
(intorno al 45 – 65 %); se invece si ha umidità
eccessiva con trasudazione abbondante di liquidi dal
materiale o se al contrario durante la pressione non
esce nulla, si dovrà provvedere ad aggiustare la
composizione della miscela. |
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Aggiungeremo materiale secco nel
caso di eccessiva umidità e controlleremo che non
sia avvenuta una stratificazione di materiali poco
permeabili che impediscono il normale passaggio di
umidità all’interno del cumulo; nel caso di
umidità scarsa si provvederà a fornire acqua fino
al giusto grado. |
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Riguardo all’ossigeno,
questo è un elemento essenziale per il processo di
compostaggio, un’insieme di trasformazioni della
materia organica che avvengono in condizioni Aerobiche ad opera di batteri e i microrganismi che respirano. Per
garantire allora la giusta presenza di ossigeno è
bene provvedere il cumulo di uno strato di drenaggio
al piede e ogni 50/60 cm ( con ramaglie e materiale
grossolano proveniente dal ciclo precedente),
miscelare ottimamente i vari composti di partenza e
non comprimere mai il cumulo. Se le condizioni del
cumulo sono ottimali per gli attori del processo
digestivo, questo avviene rapidamente e con
un’abbondante produzione di calore (50° - 60°C),
senza odori sgradevoli.
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Rapporto Carbonio Azoto (C/N)
Essenziale al pari dell’umidità
e dell’aerobiosi è un ultimo parametro: il
rapporto carbonio/azoto. Questi sono i due elementi chimici più importanti
del compostaggio in quanto il primo è la matrice
che viene ossidata e che costituirà poi lo
scheletro stabile del compost, il secondo è un
elemento essenziale per lo sviluppo e la
riproduzione dei microrganismi che vivono nel
cumulo, in quanto mattone delle proteine. In genere
nel compost il rapporto tra grammi di Carbonio e
Azoto si aggira intorno a 20 con un minimo di 15 e
un massimo di 30. Se abbiamo troppo poco azoto
rispetto al carbonio, i microbi si riproducono
lentamente e il processo può arrestarsi, la
produzione di calore è minima, il materiale non
viene stabilizzato. Invece, se c’è troppo azoto,
il rischio è di perdere quello in eccesso
(sprecando valore fertilizzante) attraverso
l’attivazione di vie metaboliche secondarie che
portano alla formazione di sostanze azotate volatili
dall’odore sgradevole di urina (ammoniaca). |
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Impiego |
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In genere nei cumuli domestici un
ciclo di compostaggio completo dura circa sette mesi
nei periodi freddi e 5 in quelli caldi in dipendenza
in primo luogo delle temperature esterne, poi della
grandezza del cumulo e della sua composizione; per
una corretta gestione del cumulo è importante
rivoltarlo una o due volte durante il ciclo e
provvedere ad una setacciatura e separazione del
materiale decomposto da quello parzialmente
indecomposto, che servirà da inoculo della carica
microbica per il successivo ciclo di compostaggio.
Invece il materiale più fine e decomposto che
chiameremo Compost Fresco (con una maturazione di
2-3 mesi), può già essere impiegato tal quale con
un buon effetto concimante nel giardino o
nell’orto, a patto di utilizzarlo in autunno ad
una certa distanza da semine e trapianti e non a
diretto contatto con le radici perché troppo ricco
di sostanza organica indecomposta che, non essendo
stabile, maturando a contatto con le colture
potrebbe arrecare loro danni. Per eliminare questo
inconveniente si può aspettare che il ciclo si
completi e che la sostanze organiche si stabilizzino
maggiormente nel cumulo (Compost Pronto). Ancora,
questo stesso materiale può essere posto in sacchi
di juta o in luogo arieggiato, ma protetto dalla
pioggia per una successiva maturazione di 3-4 mesi
al fine di ottenere Compost Maturo, che può essere
utilizzato a diretto contatto con le radici anche
nei rinvasi e per riempire le buche di
piantagione. |
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